Equilibrio e prevenzione: un passo sicuro verso il benessere

Anziani che corrono

a cura di UISP

Tra i problemi clinici più seri negli anziani, le cadute e l’instabilità dell’equilibrio determinano tassi elevati di mortalità e morbidità. Il 30% delle persone di età pari o superiore a 65 anni cade nell’arco di 12 mesi e, tra queste, il 43% subisce più di una caduta; inoltre, circa il 60% delle cadute avviene in casa. Questi dati evidenziano quanto il tema delle cadute e delle loro conseguenze sia di primaria importanza per la qualità della vita della popolazione.

Sebbene la maggior parte delle cadute non provochi lesioni gravi, circa il 5% comporta fratture o richiede il ricovero. I tassi di caduta e le complicazioni associate aumentano significativamente con l’età, raddoppiando nelle persone con più di 75 anni.

Risultano evidenti anche i costi per il Sistema Sanitario Nazionale e per le famiglie delle persone coinvolte: le cadute ripetute e l’instabilità, oltre alle limitazioni della mobilità, spesso anticipano il ricovero in strutture assistenziali.

È noto che la casa rappresenti il luogo in cui si verifica il maggior numero di incidenti: una caduta su due avviene infatti tra le mura domestiche. Gli ambienti più a rischio sono la cucina (25%), la camera da letto (22%), le scale interne ed esterne (20%) e il bagno (13%). Le cause principali delle cadute includono disturbi dell’andatura, riduzione della forza muscolare, capogiri, vertigini, collassi, ipotensione posturale, sincope, deficit visivi o cognitivi e stati confusionali.

Il modo in cui una persona cade determina il tipo di lesione: le fratture del polso si verificano quando ci si appoggia con le mani cadendo in avanti o all’indietro; le fratture dell’anca si osservano tipicamente nelle cadute laterali; mentre le cadute all’indietro sui glutei sono più raramente associate a fratture. È evidente che il tema delle cadute non riguardi soltanto gli anziani. Bambini e atleti presentano tassi di caduta anche più elevati, ma l’impatto sulla loro qualità di vita e sul sistema sanitario è completamente diverso e generalmente meno problematico. Negli anziani, invece, l’elevata prevalenza di malattie come l’osteoporosi, i cambiamenti fisiologici legati all’età e il rallentamento dei riflessi protettivi rendono pericolose anche le cadute lievi. Inoltre, la lentezza di guarigione di una frattura aumenta il rischio di successive cadute.

Non di rado si sviluppano sindromi ansiose post-caduta, in cui l’individuo riduce eccessivamente i movimenti e le attività per paura di cadere. Ciò contribuisce a una riduzione della forza muscolare, favorendo una deambulazione anomala e incrementando ulteriormente il rischio di nuove cadute. Inoltre, la ripetizione degli episodi può compromettere l’autostima e generare un senso di vergogna. I protocolli di prevenzione considerano la storia pregressa di cadute come un elemento chiave per avviare interventi mirati.

Il Comitato UISP di Torino promuove su tutto il territorio cittadino numerosi gruppi di ginnastica e di cammino (tra cui quelli sostenuti da Farmacie Comunali e Federfarma), oltre ad altre attività rivolte a cittadini e cittadine nelle fasce a rischio. Queste iniziative mirano sia alla prevenzione generale delle cadute accidentali sia alla riduzione degli incidenti domestici. L’offerta di test volontari per la valutazione del rischio individuale di cadute si affianca alla collaborazione con l’ASL Città di Torino, con l’obiettivo di proporre corsi e incontri di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione.

Il lavoro proposto ai partecipanti punta a migliorare l’attenzione ai propri gesti, l’equilibrio statico e dinamico, l’osservazione dell’ambiente circostante e la capacità di valutare i fattori di rischio presenti in casa, sui mezzi pubblici o nelle attività quotidiane, come fare la spesa o passeggiare. Oltre alle attività di ginnastica dolce e cammino, vengono utilizzati anche strumenti derivati dalle discipline marziali, che insegnano movimenti mirati all’attenzione, all’equilibrio, alla concentrazione e al controllo della caduta, riducendo le conseguenze negative per la salute. L’obiettivo finale è aumentare la consapevolezza condivisa, favorire la socializzazione e rafforzare l’autostima dei partecipanti.