di Anastasja Pavlonich
Oggi, l’approccio dei giovani e giovanissimi verso l’estetica professionale è radicalmente cambiato. Non è più soltanto un rimedio a un’esigenza, ma un vero e proprio investimento sulla propria immagine e, sempre più spesso, sul proprio benessere psicofisico.
L’adolescenza è per tutti un periodo di profonde trasformazioni fisiche ed emotive, un insieme di emozioni, pensieri e sensazioni concentrate tutte insieme: a volte difficili da esprimere, altre volte espresse con impulsività, senza pieno controllo o gestione. In questo processo, l’aspetto esteriore gioca un ruolo cruciale nella formazione dell’identità e nell’accettazione sociale. L’influenza sempre più invadente dei social media e dei canoni estetici dettati da influencer e filtri ha contribuito ad abbassare drasticamente l’età in cui si inizia a pensare a trattamenti estetici, non solo di base ma anche di medicina estetica. Se in passato i giovani arrivavano in un centro estetico spesso accompagnati — e talvolta spinti — dai genitori, per risolvere problemi come acne o peli superflui, oggi l’iniziativa è quasi sempre personale e molto più informata, pur con aspettative non sempre realizzabili. L’adolescente moderno si presenta con una conoscenza dei trattamenti, perlopiù acquisita dai social network, e con obiettivi e richieste molto precisi. Non cerca solo un trattamento, ma desidera un’esperienza che rispecchi i propri standard estetici digitali, in un contesto in cui l’immagine è costantemente analizzata, condivisa e commentata. Per loro, l’estetista o il medico estetico diventano consulenti d’immagine in grado di aiutarli a raggiungere quella perfezione o armonia ritenuta fondamentale per la propria autostima e per sentirsi accettati in un mondo che vive di apparenza.
Il centro estetico viene percepito come un luogo dove lavorare sul proprio corpo, un rifugio in cui le insicurezze legate a una visione distorta della propria immagine trovano una possibile, seppur parziale, soluzione. Questo trend, se da un lato promuove una maggiore attenzione alla cura di sé, dall’altro solleva importanti preoccupazioni etiche e psicologiche, soprattutto quando le richieste si avvicinano alla medicina estetica invasiva, in particolare tra i più giovani. Il panorama dei trattamenti richiesti dagli adolescenti è oggi molto più ampio e complesso di un tempo. I trattamenti dall’estetista restano la base dell’approccio giovanile, ma con una consapevolezza e una frequenza decisamente maggiori. Tra i più richiesti troviamo la pulizia del viso e i trattamenti per l’acne: l’acne e la pelle impura sono problemi comuni in questa età. La pulizia del viso non è più considerata un lusso occasionale, ma un appuntamento regolare per gestire l’eccesso di sebo e prevenire cicatrici. Spesso è affiancata da peeling chimici leggeri per migliorare la texture e uniformare il colorito, contrastando le macchie post-acne.
Per quanto riguarda la cura del corpo, i trattamenti richiesti mirano a migliorare la tonificazione e contrastare la cellulite. Nonostante i corpi giovani siano naturalmente tonici, i trattamenti contro la lassità cutanea e la temuta cellulite vengono richiesti in ottica preventiva o come supporto a percorsi sportivi, con l’obiettivo di migliorare tonicità e microcircolazione in aree come gambe e glutei. Fanghi snellenti, scrub esfolianti e massaggi drenanti sono percepiti come un momento di benessere irrinunciabile, utile a contrastare gli effetti di un’alimentazione scorretta, della sedentarietà scolastica o semplicemente come esperienza rilassante in un mondo che corre sempre più veloce.
Un altro trattamento molto richiesto dai teen di oggi è la laminazione di ciglia e sopracciglia. Non si tratta di pratiche invasive, ma permettono di valorizzare in modo naturale lo sguardo e l’espressione. La laminazione consente di ottenere ciglia più curve e sopracciglia ordinate senza l’uso quotidiano di mascara o gel, rispondendo al desiderio di essere “pronti” anche senza make-up.
Molto in voga da diversi anni è anche il trucco permanente. Sebbene le adolescenti più giovani si limitino a trucchi leggeri, le ragazze un po’ più grandi, con il consenso dei genitori, possono richiedere trattamenti di trucco permanente (sopracciglia, eyeliner o labbra) per definire i tratti, sempre eseguiti da estetiste specializzate.
L’evoluzione dell’estetica in adolescenza rispecchia la trasformazione culturale e tecnologica che procede anno dopo anno. Un tempo si ricorreva al centro estetico principalmente per correggere pochi e specifici inestetismi; oggi l’approccio è preventivo e orientato all’immagine digitale. La costante esposizione a immagini idealizzate e la facilità con cui è possibile modificare le foto tramite filtri hanno creato un ideale di bellezza spesso lontano dalla realtà, al punto da confondere ciò che è raggiungibile con ciò che è frutto dell’intelligenza artificiale. Questo impone agli operatori del settore un approccio molto più delicato, trasparente e fermo nelle spiegazioni, soprattutto con i minorenni. È fondamentale, in consulenza, spiegare e discutere con i giovani e i loro genitori la differenza tra armonia naturale e imitazione irrealistica dei modelli digitali.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di migliorare il benessere psicologico dell’adolescente, riducendo il disagio, piuttosto che inseguire mode passeggere e potenzialmente dannose. L’estetica in adolescenza è, in sintesi, la cartina di tornasole di una società sempre più ossessionata dall’immagine e dal selfie perfetto, dimentica di essere composta da persone reali con una propria struttura fisica e un proprio aspetto. Ed è proprio nelle particolarità e nei piccoli difetti che ciascuno di noi trova la propria unicità.
