di Elisa Oggero
Con l’avanzare dell’età, il mantenimento dell’autonomia personale e della mobilità rappresenta una delle principali sfide per molte persone anziane. In tale contesto, la fisioterapia domiciliare si rivela una risorsa preziosa e spesso insostituibile. Portare il trattamento direttamente nell’ambiente domestico permette non solo di superare le barriere logistiche legate agli spostamenti, ma anche di costruire percorsi riabilitativi su misura, più aderenti alle esigenze quotidiane del paziente. Per approfondire il tema, è stato intervistato Luca Chioda, un giovane fisioterapista di Torino che ogni giorno lavora a stretto contatto con persone anziane presso il suo studio ed a domicilio. Attraverso la sua esperienza, emergono con chiarezza non solo i benefici clinici di questo approccio, ma anche il valore umano e relazionale che lo caratterizza. In questa intervista Luca ci accompagna in un viaggio tra esercizi, obiettivi, ostacoli e strategie, restituendo una visione concreta e appassionata del ruolo che la fisioterapia domiciliare può avere nella vita di un senior.
1)Quali sono i principali benefici della fisioterapia domiciliare per le persone anziane rispetto ai trattamenti in ambulatorio?
I benefici si hanno principalmente per il paziente: se il paziente per motivi clinici non è in grado di lasciare la propria abitazione per eseguire terapie, risulta per lui/lei più comodo. Inoltre, il lavoro riabilitativo può essere più facilmente tarato, in termini di obiettivi di trattamento a breve e lungo termine, sulle attività svolte e sugli spazi a disposizione del domicilio e sulle attività casalinghe (ADL o interessi o necessità) che potenzialmente al paziente interessa recuperare o conquistare.
2) In che modo la fisioterapia a domicilio può contribuire al recupero dell’autonomia personale negli anziani?
La fisioterapia può aiutare nella riduzione del dolore acuto e/o cronico, nel recupero dell’articolarità, ovvero riduce la rigidità articolare o muscolare nel post-intervento, ad esempio, per protesi all’anca o ginocchio, dopo la rimozione di gessi, nell’anziano in generale costretto a letto per lunghi periodi o affetto da patologie neurologiche. Negli stessi casi guida anche al recupero della forza muscolare, nel miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione e con tutti questi elementi abbinati nel recupero delle attività di vita quotidiana (ADL).
3) Quali tipologie di esercizi o trattamenti vengono solitamente proposti durante le sedute domiciliari?
Per raggiungere gli obiettivi sopracitati ci si avvale della terapia manuale (massaggio, mobilizzazioni articolari, stretching) e di esercizio terapeutico: esercizio aerobico, anaerobico, educativo alla gestione del dolore in relazione alle attività di vita quotidiana. Ogni paziente è un caso unico e la scelta di questi strumenti terapeutici è variabile e a volte soggetto alla creatività del terapista.
4) Quanto è importante il coinvolgimento dei familiari o caregiver nel percorso fisioterapico domiciliare?
Il coinvolgimento di familiari e/o caregiver è fondamentale perché molte volte fanno le veci del terapista al di fuori delle sedute di trattamento: se ben educati, garantiscono il proseguo costante del lavoro impostato. Sia in termini di rispetto delle indicazioni, cautele, strategie motorie nei passaggi postulai e negli spostamenti all’interno dell’abitazione, responsabilizzazione ed empowering del paziente; sia in termini di esecuzione dei compiti per casa: gli esercizi, in sicurezza e sotto monitoraggio. In altri casi aiutano anche a contenere eventualmente i senior più sprintosi e testardi, che possono rischiare di farsi male accidentalmente.
6) Come viene valutato il miglioramento delle capacità motorie durante un percorso di fisioterapia a casa?
Per monitorare il miglioramento del paziente si sfruttano delle scale di valutazione funzionali che sondano il livello di autonomia nelle attività di vita quotidiana: la più famosa è la scala di Barthel. Tale scala è uno strumento che assegna un punteggio da 0 a 100: più alto è il punteggio, maggiore è l’autonomia del soggetto in esame. Viene usata soprattutto in ambito riabilitativo per capire il livello di dipendenza del paziente e monitorare i suoi progressi.
Ovviamente anche il miglioramento percepito dal paziente è fondamentale e per il fisioterapista è un qualcosa di impagabile.
7) Quali ostacoli o difficoltà si incontrano più frequentemente nel trattamento domiciliare degli anziani, e come si possono superare?
Le difficoltà più frequenti sono legate, spesso, alla situazione clinica di alcuni pazienti che risulta complessa (in condizione di pluri-patologia) e si lega anche ad un importante calo delle autonomie del paziente, della caricabilità generale, ovvero della capacità del paziente di sostenere attività, esercizi, educazione). Anche la motivazione personale del singolo gioca un ruolo fondamentale. Il paziente deve volersi mettere in gioco ed avere molto rigore e per questo è necessario che vi sia un fine ultimo, un motivo fondante che sia in grado di fare da carburante per il paziente senior. Tristemente, nella situazione di una persona senza un obiettivo o prospettiva o delle attività che gradisce, che la rincuorano, risulta difficile dare un transfer dall’esercizio (che ha una sua dimensione terapeutica se vogliamo anche noiosa). Viene messa a rischio quindi la progressione del lavoro perché si rimane fermi nello stesso punto morto per più tempo. In questo la famiglia e il caregiver possono aiutare molto. È compito del fisioterapista sondare questi aspetti psico-sociali del paziente e trovare le potenzialità e gli “appigli emotivi” su cui far leva.
La fisioterapia domiciliare non è solo un’alternativa comoda al trattamento ambulatoriale, ma un vero e proprio strumento di cura centrato sulla persona. Personalizzare la riabilitazione in base all’ambiente di vita del paziente, coinvolgere attivamente caregiver e familiari, e valorizzare gli obiettivi personali dell’anziano sono elementi fondamentali per un recupero efficace e duraturo. Investire nella fisioterapia a domicilio significa, in definitiva, promuovere dignità, autonomia e qualità della vita nella terza età, aiutando ogni individuo a restare protagonista della propria quotidianità.
