Pediculosi? Nessuna vergogna

La pediculosi dei capelli è piuttosto comune e interessa soprattutto i bambini. I pidocchi del capo (Pediculus capitis) rappresentano un problema di sanità pubblica per la rapidità con cui si propaga l’infestazione, coinvolgendo spesso intere classi di alunni. Quando con la ripresa della vita scolastica il problema si presenta, spesso è causa d’ansia e vergogna, sia per i bambini, sia per le loro famiglie. A tal proposito è bene evidenziare l’infondatezza di una leggenda metropolitana che persiste ancora oggi: il pidocchio non è indice di scarsa igiene.

COME ACCORGERSI DEGLI SCOMODI OSPITI?

Il prurito al capo può essere un segnale d’attenzione: un’accurata ispezione del cuoio capelluto è suffi ciente per scoprire l’infestazione. Le uova, dette lendini, sono di colore chiaro, hanno una forma a pinolo e sono lunghe circa 1 mm. Solitamente si ritrovano attaccate alla radice dei capelli della nuca e a quelli intorno alle orecchie.
Si differenziano dalla forfora in quanto le lendini non si staccano dal capello quando lo si fa scorrere tra le dita, essendo tenacemente attaccate ad esso da una particolare sostanza adesiva. La forfora, al contrario, è facilmente asportabile.

ACCORTEZZE PER UN CORRETTO TRATTAMENTO

Quando l’infezione viene accertata, si impone il ricorso a prodotti insetticidi. In commercio esistono molti prodotti formulati come polveri aspergibili, shampoo, lozioni o spray. Il pettine a denti fitti è un altro mezzo essenziale per eliminare le uova e i pidocchi uccisi dall’insetticida.
Il trattamento dell’infestazione però può fallire per diversi motivi: in primo luogo a causa di un uso scorretto del prodotto, ma, più spesso a causa di una reinfestazione, contratta con la vicinanza di persone, che presentano ancora il problema.
Ricordiamo quindi che:

  • il prodotto va applicato seguendo rigorosamente le istruzioni scritte nella confezione; fare particolare attenzione al tempo di posa e alle modalità di risciacquo;
  • prodotti naturali come l’aceto, la maionese e altri rimedi popolari non sono efficaci nel debellare la pediculosi; l’aceto può essere utile solo per “scollare” più facilmente le uova;
  • non è necessario rasare i capelli;
  • anche lenzuola, abiti, spazzole, pettini e fermagli devono essere disinfestati.

È POSSIBILE PREVENIRE?

È possibile mettere in atto alcune precauzioni, che sono le sole in grado di poter evitare la trasmissione dei pidocchi e ridurre il rischio di contagio.
Una corretta e mirata informazione e la partecipazione attiva dei soggetti coinvolti (bambini, genitori, pediatra, operatori scolastici, farmacisti) è già effi cace per una prevenzione di primo livello.

  • Educare i bambini a evitare che i capi di vestiario vengano ammucchiati. Soprattutto nelle scuole e nelle palestre sarebbe opportuno che ogni bambino disponesse di un armadietto personale.
  • Educare i bambini a evitare lo scambio di oggetti personali, quali pettini, cappelli, sciarpe, nastri, fermagli per capelli, asciugamani.
  • Mettere in atto una sorveglianza accurata, con ispezioni settimanali del capo, in particolare sulla nuca e dietro le orecchie (anche quando il bambino non ha sintomi), sia da parte dei genitori, che del personale sanitario delle scuole, per individuare precocemente il problema.
  • In caso di infestazione scolastica, nelle famiglie con bambini in età scolare, sottoporre a un controllo sistematico tutti i familiari, in particolare i figli più piccoli e, alla scoperta di eventuali lendini, applicare in modo scrupoloso le
    regole per il trattamento.

Fonti:
Centro Epidemiologia dell’ISS – www.epicentro.iss.it
Ministero della Salute – www.salute.gov.it

Divertitevi con Storia di Pidocchio , un testo teatrale che gioca sull’assonanza del nome Pidocchio-Pinocchio e ripercorre liberamente le avventure del famoso burattino.

Un’occasione per giocare a casa con i figli o per fare animazione teatrale a scuola con i propri allievi e divulgare corrette informazioni.

a cura di Elisabetta Farina