di Rosalinda Leo, in collaborazione con Vittoria Bertola, insegnante di pilates
Molti conoscono il metodo Pilates, ma non tutti sanno che è stato ideato da Joseph Hubertus Pilates, nato in Germania nel 1883. Di salute cagionevole, durante l’adolescenza si dedicò allo studio di una disciplina che rinforzasse corpo e mente, ispirandosi alla ginnastica, al nuoto, al culturismo, alla boxe, alle arti marziali e al movimento degli animali. La sua perseveranza lo portò a sviluppare un fisico così armonioso da diventare modello per le tavole di anatomia.
Durante la Prima Guerra Mondiale fu imprigionato in Inghilterra e successivamente deportato sull’Isola di Man insieme ad altri soldati feriti. Fu lì che ideò e costruì quello che sarebbe poi diventato il Reformer, per consentire ai compagni costretti a letto di seguire programmi di riabilitazione e rinforzo muscolare da lui stesso creati.
Nel 1926 si trasferì negli Stati Uniti e, insieme alla moglie Clara, aprì il suo studio a New York. Il suo metodo riscosse un grande successo tra i ballerini del New York City Ballet; anche celebri coreografi come George Balanchine e Martha Graham iniziarono a inviargli allievi di danza classica infortunati a causa di allenamenti estenuanti e particolarmente intensi. Joseph Pilates morì nel 1967, intossicato dal fumo in seguito a un incendio nel suo studio.
Il Reformer è un macchinario simile a un lettino, dotato di molle con diverse resistenze, corde e maniglie. Un carrello scorrevole permette l’esecuzione di movimenti controllati e fluidi e la grande adattabilità dell’attrezzo consente a ogni persona di esercitarsi in base alle proprie caratteristiche fisiche.
Il Reformer è uno strumento estremamente versatile, con un repertorio molto ampio di esercizi ideati da Joseph Pilates nel corso della sua vita. Permette di lavorare sull’equilibrio e sulla stabilità, migliora la coordinazione e la forza, contribuendo così a contrastare l’affaticamento, e rinforza il corpo in modo globale.
REFORMER E SCLEROSI MULTIPLA
Il Reformer può diventare un valido alleato nei programmi di rinforzo muscolare per le persone con sclerosi multipla. Gli esercizi, a basso impatto e a intensità regolabile, aiutano a contrastare l’affaticamento muscolare, migliorano l’equilibrio e la stabilità e influiscono positivamente sulla capacità di camminare, riducendo di conseguenza il rischio di cadute e dei traumi correlati.
La costante connessione tra corpo e mente, che richiede di prestare attenzione al modo in cui si esegue e si controlla ogni esercizio, rende la persona più consapevole dei propri movimenti. Con il tempo e la pratica si impara a utilizzare i muscoli necessari e ad attivarli nel momento e nel modo più appropriati. Anche quando l’attivazione di un determinato muscolo è compromessa, il lavoro globale permette di coinvolgere i muscoli vicini, contribuendo a un importante miglioramento della forza complessiva.
La varietà degli esercizi consente di lavorare in tutte le posizioni – supina, prona, sul fianco, in quadrupedia e in piedi – adattando il programma alle caratteristiche della persona, così da proteggere le articolazioni ed evitare un affaticamento eccessivo.
Ogni corpo ha la propria storia, ognuno ha il proprio punto di partenza e ogni esercizio può rappresentare un punto di arrivo, un successo, piuttosto che una fatica imposta. Diventa quindi fondamentale imparare ad ascoltarsi, percepire il proprio corpo e assecondarlo quando ci dice di rallentare. È una capacità che tutti dovremmo imparare a sviluppare per preservare la nostra salute.
Gli effetti di un allenamento sul Reformer sono molteplici, sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Il rilascio di endorfine durante la seduta di rinforzo muscolare può influenzare positivamente l’umore; una maggiore consapevolezza del proprio corpo consente di acquisire fiducia nei gesti della vita quotidiana e la varietà degli esercizi proposti può trasformare il lavoro in un momento piacevole e sereno, se non addirittura di svago.
La cosa più importante è comunque affidarsi a un istruttore preparato e qualificato e integrare il lavoro sul Reformer con sedute di fisioterapia e rieducazione motoria, così da realizzare un percorso efficace e realmente integrato tra istruttore di Reformer e fisioterapista.
