di Elisa Oggero
Bruciore dietro lo sterno, acidità, rigurgito, quella fastidiosa sensazione di “liquido che risale” fino alla gola: sono sintomi che molte persone sperimentano, soprattutto dopo pasti abbondanti o durante la notte. Si tratta di manifestazioni tipiche del reflusso gastroesofageo, un disturbo molto comune che può presentarsi occasionalmente oppure diventare ricorrente e influenzare la qualità della vita.
Ogni giorno il cibo deglutito attraversa l’esofago e raggiunge lo stomaco, dove prosegue il processo digestivo. Tra esofago e stomaco è presente una struttura muscolare che funziona come una sorta di valvola: si apre per consentire il passaggio del cibo e, normalmente, si richiude per limitare la risalita del contenuto gastrico.
Quando questo meccanismo non funziona in modo efficace, il contenuto dello stomaco può risalire nell’esofago. Il reflusso diventa particolarmente rilevante quando i sintomi sono frequenti, persistenti o interferiscono con il benessere quotidiano. In questi casi è importante cercare di comprenderne le possibili cause e adottare, quando opportuno, alcune modifiche dello stile di vita.
1. Le abitudini quotidiane possono fare la differenza
Uno dei primi aspetti da considerare è il rapporto tra pasti e posizione del corpo. Dopo aver mangiato, mantenere per un certo periodo una posizione eretta può contribuire a limitare la risalita del contenuto gastrico. Per questo motivo è preferibile evitare di coricarsi subito dopo cena e lasciare trascorrere almeno due o tre ore prima di andare a letto.
Il problema tende a essere particolarmente evidente nelle ore notturne. In questi casi può essere utile sollevare la parte superiore del letto, creando una lieve inclinazione del tronco. Non si tratta semplicemente di aggiungere cuscini sotto la testa: l’obiettivo è mantenere sollevata la parte superiore del corpo, così da sfruttare anche la forza di gravità per limitare la risalita del contenuto gastrico.
Anche l’abbigliamento merita una certa attenzione. Cinture, pantaloni o indumenti molto aderenti nella zona addominale possono aumentare la pressione sull’addome e contribuire a peggiorare i sintomi. Soprattutto dopo i pasti, quindi, è preferibile evitare capi eccessivamente stretti.
Un altro fattore importante è il peso corporeo. In presenza di sovrappeso o obesità, la maggiore pressione esercitata sull’addome può favorire il reflusso. Una riduzione del peso, quando indicata, può quindi contribuire a migliorare i sintomi. Il percorso dovrebbe comunque inserirsi nell’ambito di uno stile di vita equilibrato e sostenibile nel tempo, basato su una corretta alimentazione e una regolare attività fisica.
Anche il fumo può influire negativamente sul reflusso. Smettere di fumare, oltre a rappresentare una scelta importante per la salute generale, può contribuire a ridurre alcuni dei fattori che favoriscono il disturbo. Lo stesso vale per le bevande alcoliche, che in alcune persone possono accentuare i sintomi.
Infine, vale la pena ricordare un principio semplice ma spesso sottovalutato: mangiare lentamente e dedicare al pasto il giusto tempo. Consumare il cibo rapidamente, magari in condizioni di stress o distrazione, può favorire una maggiore sensazione di pesantezza e peggiorare la percezione dei disturbi digestivi.
2. Reflusso e alimentazione: cosa mettere nel piatto?
Quando si parla di reflusso, una delle domande più frequenti è: “Quali alimenti devo eliminare?”.
In realtà non esiste una lista universale di cibi vietati. La sensibilità individuale è molto importante e ciò che scatena i sintomi in una persona può essere perfettamente tollerato da un’altra.
Esistono però alcuni alimenti e bevande che, in alcune persone, possono favorire o accentuare i sintomi. Tra questi vengono spesso segnalati cibi particolarmente grassi o fritti, cioccolato, caffè e altre bevande contenenti caffeina, bevande alcoliche, menta, alimenti piccanti, pomodoro, agrumi e bevande gassate.
Questo non significa che sia necessario eliminarli preventivamente tutti dalla propria alimentazione. Un approccio più ragionevole consiste nell’osservare la propria risposta individuale e individuare gli alimenti che sembrano effettivamente correlati alla comparsa dei sintomi.
Anche la quantità di cibo ingerito è importante. Un pasto molto abbondante determina una maggiore distensione dello stomaco e può facilitare la comparsa del reflusso. Meglio quindi preferire porzioni adeguate e pasti equilibrati, evitando, quando possibile, di arrivare a tavola particolarmente affamati per poi mangiare in eccesso.
Particolare attenzione va riservata alla cena. Un pasto abbondante e ricco di grassi consumato poco prima di coricarsi può favorire la comparsa dei disturbi notturni. Una cena più leggera e consumata con sufficiente anticipo rispetto al momento di andare a letto può invece contribuire a limitarli.
3. Quando il disturbo si ripete: ascoltare i segnali
Il reflusso può essere influenzato da diversi fattori: alimentazione, peso corporeo, abitudini quotidiane, orari dei pasti e posizione del corpo possono contribuire alla comparsa dei sintomi.
Anche lo stress può avere un ruolo indiretto, modificando le nostre abitudini quotidiane e portandoci, per esempio, a mangiare più velocemente, saltare i pasti oppure aumentare il consumo di caffè o cibi pronti.
Quando i semplici accorgimenti sullo stile di vita non sono sufficienti, il farmacista può rappresentare un primo punto di riferimento. In farmacia sono disponibili prodotti come antiacidi e alginati, che possono essere utilizzati per il sollievo sintomatico in determinate situazioni.
Se però il disturbo diventa frequente, persiste nel tempo o richiede un ricorso continuo a questi rimedi, è consigliabile rivolgersi al medico per una valutazione più approfondita.
I 5 consigli della farmacista contro il reflusso
1. Non andare a letto subito dopo cena
Lascia trascorrere almeno 2-3 ore tra il pasto e il momento di coricarti.
2. Occhio alle porzioni
Pasti troppo abbondanti possono favorire la risalita del contenuto gastrico. Meglio preferire quantità moderate e consumare il pasto con calma.
3. Impara a riconoscere i tuoi “nemici”
Caffè, alcol, cioccolato, cibi grassi, piccanti o particolarmente acidi possono peggiorare i sintomi in alcune persone. Non è necessario eliminarli tutti: osserva quali sono quelli che ti danno realmente fastidio.
4. Se il reflusso è notturno, valuta di sollevare la parte superiore del letto
Una corretta inclinazione del tronco può aiutare a limitare la risalita del contenuto gastrico durante la notte.
5. Se il bruciore diventa frequente, non trascurarlo
Un episodio occasionale può capitare. Se invece il reflusso si presenta spesso, persiste nel tempo o richiede un ricorso frequente a prodotti per ottenere sollievo, parlane con il farmacista o con il medico.
